• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica dei residui organici viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere purificato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano di origine fossile

  • L'impianto dimostrativo di Roncocesi

    Il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento del biogas da fanghi di depurazione

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri componenti indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione.

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    Lo skid di upgrading degli impianti dimostrativi di BioMethER su biogas da fanghi e biogas da discarica è basato sulla tecnologia a membrane

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    Il biometano ottenuto dall’upgrading arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale. La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

mercoledì 10 giugno 2015

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, giugno 10, 2015

In Emilia-Romagna sono oltre 2.200 le imprese “verdi” censite nel 2014 nel settore manifatturiero; la regione è al primo posto per tasso di certificazioni ambientali delle aziende e significativa crescita del numero di lavoratori assunti nel settore, nonostante la crisi economica.

Questi i dati presentati nel Rapporto, curato da ERVET tramite l’Osservatorio GreenER nell’ambito delle attività svolte in  convenzione con la Regione, fa il punto sulle imprese che in Emilia-Romagna coniugano l’innovazione con la sostenibilità ambientale e lo sviluppo economico. Dall’analisi dei numeri e dallo studio delle tendenze emerge una regione in cui la green economy è in netta crescita.

La green economy coinvolge imprese e organizzazioni di diversi settori: si va dall’agroalimentare – settore leader in regione per numero di imprese green (741) – a settori emergenti come quello delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica (216 aziende) o tradizionali in forte conversione come l’edilizia (244), sino a settori da sempre legati alla tutela dell’ambiente come la bonifica dei siti (64), il ciclo dei rifiuti (358) e quello idrico (200), la gestione di aree verdi (48).

Ancora più confortante è il dato sulle certificazioni:  nel 2014 il tasso di certificazione delle imprese dell’Emilia-Romagna è nettamente al di sopra della media nazionale sia per gli aspetti concernenti l’ambiente (circa 6 certificati ambientali ogni 1.000 imprese contro un dato nazionale di poco più di 4) sia per gli aspetti sociali e per la sicurezza dei lavoratori (circa 3,3 per mille certificazioni contro 2,6 per mille del nazionale).

Approfondendo  le performance economiche è interessante notare come le imprese green abbiano dimostrato una maggior capacità di resistere alla crisi: esaminando l’andamento dei fatturati di un panel di 640 imprese monitorato per il triennio 2010-2012 si nota come, pur attraversando un periodo di crisi economica, tali imprese abbiano registrato una variazione del loro fatturato superiore di quasi tre punti percentuali (quasi +3%) rispetto alla variazione di fatturato del settore industriale della regione. Ulteriori considerazioni positive per la l’Emilia-Romagna vengono dal fronte dei green Jobs (assunzioni in imprese green).

Nel quadro nazionale, l'Emilia-Romagna si trova al 10 posto nella classifica di Fondazione Impresa sulla base dell'indice di Green Economy. L’indice utilizzato da Fondazione Impresa è frutto dell’incrocio di 21 indicatori di performance legati ai principali settori green: energia, imprese/edilizia/prodotti, agricoltura, turismo, trasporti/mobilità e rifiuti.

Fonti:
ERVET
Fondazione Impresa

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