• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica di biomasse residuali viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere opportunamente trattato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano proveniente da fonti energetiche fossili.

  • A Roncocesi il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento di fanghi di acque reflue

    Il biogas prodotto dal trattamento acque verrà trattato da un impianto di upgrading appositamente progettato.

  • La discarica HERA

    La discarica HERA di Ravenna produrrà biometano da immettere in rete. Il primo impianto dimostrativo in Italia per la produzione di biometano per l'immissione in rete sarà realizzato nella discarica di Ravenna.

  • Il processo di upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri component indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione attraverso diverse tecnologie. Il biogas così ottenuto arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale (biometano). La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

venerdì 4 dicembre 2015

Autore: BioMethER
Nessun commento | venerdì, dicembre 04, 2015
Mentre a Parigi sono in corso i negoziati del COP 21 per raggiungere un accordo giuridicamente vincolante sul clima, con l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C, ISPRA ha pubblicato il report annuale sulle emissioni di gas ad effetto serra in Italia.

Le emissioni di gas serra totali, in CO2 equivalenti, escluse le emissioni e gli assorbimenti dovuti all'uso del suolo, cambiamenti di uso del territorio e silvicoltura, sono diminuite del 16,1% tra il 1990 e il 2013 (da 521 a 467 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti). La quota dei diversi settori, in termini di emissioni totali, rimane pressoché invariata nel periodo 1990- 2013. In particolare per il 2013, la maggior parte del totale delle emissioni di gas serra è da attribuire al settore energetico, con una percentuale di 81,7%, seguita dai processi industriali e l'agricoltura, che rappresenta il 7% del totale delle emissioni, rispettivamente, e del settore dei rifiuti, che contribuisce con il 4,2%.

Il più importante gas ad effetto serra, la CO2, che rappresentava il 82,4% delle emissioni totali di CO2 equivalente nel 2013, ha mostrato una riduzione del 17,4% tra il 1990 e il 2013. Nel settore dell'energia, in particolare, le emissioni di CO2 nel 2012 sono diminuite del 15,4% rispetto a quelle del 1990.  Per il settore agricolo, la tendenza di gas serra dal 1990 al 2013 mostra una diminuzione del 14,9%. La diminuzione dei capi allevati, in particolare bovini e vacche da latte, ha inciso nel decremento delle emissioni dovute alla fermentazione enterica (-12%) e alle deiezioni animali (-21,3%). Grazie a un minor uso di fertilizzanti azotati, inoltre, anche le emissioni dai suoli agricoli hanno subìto una flessione (-16,3%). A concorrere al risultato ha contribuito significativamente anche l'incremento della produzione di biogas da deiezioni animali.

Per il settore dei rifiuti, le emissioni totali, in CO2 equivalente, sono diminuite del 20,5% 1990-2013, principalmente a causa di una diminuzione delle emissioni da smaltimento dei rifiuti solidi a terra (-23,6%), che rappresentano il 75,0% del totale derivante dal settore dei rifiuti. Sempre in questo settore, CH4 e N2O sono stati pari al 10,1% e 4,4%, rispettivamente, delle emissioni di gas serra equivalenti di CO2 totali nel 2013. Entrambi i gas hanno mostrato una diminuzione 1990-2013, pari al 18,3% e al 29,6% per CH4 e N2O, rispettivamente.


Fonte: ISPRA, National Inventory Report, 2015

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