• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica di biomasse residuali viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere opportunamente trattato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano proveniente da fonti energetiche fossili.

  • A Roncocesi il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento di fanghi di acque reflue

    Il biogas prodotto dal trattamento acque verrà trattato da un impianto di upgrading appositamente progettato.

  • La discarica HERA

    La discarica HERA di Ravenna produrrà biometano da immettere in rete. Il primo impianto dimostrativo in Italia per la produzione di biometano per l'immissione in rete sarà realizzato nella discarica di Ravenna.

  • Il processo di upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri component indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione attraverso diverse tecnologie. Il biogas così ottenuto arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale (biometano). La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

mercoledì 30 marzo 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, marzo 30, 2016
Il pieno (di gas) dai rifiuti? Non è il sogno di qualche ecologista ma una realtà già tecnicamente possibile: con il biometano. FCA ha organizzato a Torino una giornata dedicata al biometano e ha una gamma completa di vetture e veicoli commerciali a metano, tale potenziale capacità produttiva sarebbe sufficiente ad alimentare ben due milioni di vetture.  Il tutto senza modificare radicalmente le abitudini degli automobilisti e utilizzando la rete di rifornimento del gas già esistente (adeguata in varie regioni del nord, ma da ampliare in molte altre), quando le norme lo consentiranno. L'appuntamento del 10 marzo aveva proprio l'obiettivo di sottolineare l'importanza di giungere, in tempi rapidi, alla definizione del quadro normativo necessario per immettere il biometano in rete.

Emissioni pari alle elettriche. Sempre secondo FCA, vista la provenienza del gas ottenuto dai rifiuti le emissioni di CO2 “dal pozzo alle ruote” (ovvero tenendo conto di tutta la filiera di produzione del carburante) di una Panda TwinAir Natural Power alimentata con il biometano sono pari a quelle di una vettura elettrica a batterie se ricaricate con corrente generata con energie rinnovabili, e inferiori del 97% di quelle di una Panda 1.2  benzina. Invece, nel caso l’elettrica venisse ricaricata con energia prodotta col mix di fonti europeo, lo stesso livello di emissioni di anidride carbonica, pari al 44% di quelle dell’utilitaria Fiat a benzina, sarebbero raggiunte con una miscela composta dal 40% di biometano e dal 60% di gas naturale.

Impianti di produzione. Due sono gli impianti attualmente attivi in Italia, entrambi in provincia di Torino: il primo, della società Egea ad Ozegna, lavora scarti agricoli, quali deiezioni animali e resti vegetali, e li digerisce in due grossi serbatoi cilindrici entro il quale si genera il biogas; attualmente viene utilizzato per alimentare un motore collegato a un generatore di energia elettrica, che nel 2015 ha immesso nella rete 4,2 gigawattora di corrente. Il biogas può però attraversare il modulo aggiuntivo dell’impianto che separa l’anidride carbonica e le impurità e rende così disponibile il biometano.

Energia elettrica e termica. A Pinerolo, invece, il Polo Ecologico di ACEA Pinerolese, società a capitale pubblico per la raccolta e il trattamento dei rifiuti urbani e la distribuzione di gas, utilizza un processo brevettato dall’azienda stessa per effettuare una prima trasformazione anaerobica in appositi digestori chiusi della frazione umida dei rifiuti urbani: in tal modo si evitano cattivi odori (l’impianto è vicino alla cittadina piemontese). Dai digestori si ricava il biogas e il digestato, una sorta di fango molto liquido che viene disidratato e mischiato a rifiuti verdi (sfalcio dell’erba, rami e foglie triturate). Lasciato all’aperto si trasforma in compost in circa un mese; il biogas viene invece utilizzato in un impianto di cogenerazione. Nell’ambito del progetto Biomethair, finanziato dalla regione Piemonte e coordinato dal Centro ricerche FCA, è stato poi aggiunto un impianto di raffinazione del biogas per ottenere biometano. Il Polo Ecologico di Pinerolo ogni anno tratta 60.000 tonnellate di rifiuti organici e 20.000 tonnellate di rifiuti verdi ed è in grado di produrre 6.000 tonnellate di compost (interamente venduto), 17,1 GWh di energia elettrica e 18,8 GWh di energia termica utilizzata per il teleriscaldamento.


Rifornimento di Biometano (foto: Quattroruote)


Fonte: Quattroruote


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