• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica di biomasse residuali viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere opportunamente trattato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano proveniente da fonti energetiche fossili.

  • A Roncocesi il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento di fanghi di acque reflue

    Il biogas prodotto dal trattamento acque verrà trattato da un impianto di upgrading appositamente progettato.

  • La discarica HERA

    La discarica HERA di Ravenna produrrà biometano da immettere in rete. Il primo impianto dimostrativo in Italia per la produzione di biometano per l'immissione in rete sarà realizzato nella discarica di Ravenna.

  • Il processo di upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri component indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione attraverso diverse tecnologie. Il biogas così ottenuto arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale (biometano). La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

lunedì 21 marzo 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | lunedì, marzo 21, 2016
Una scommessa con una grande potenzialità di espansione, a supporto del fabbisogno energetico regionale. Devono però essere risolti al più presto ostacoli e rallentamenti normativi, soprattutto per dare alle imprese un quadro chiaro in cui operare. Questo il messaggio chiave del quinto appuntamento con il percorso partecipato del Piano energetico regionale del 18 Marzo a Bologna, che ha riguardato in particolare la filiera biogas-biometano.

Il biogas è già realtà consolidata per l’Emilia-Romagna. In regione viene già prodotto il 16% del biogas italiano, con impianti per una potenza installata di 176 MWe (GSE, 2015). L’Emilia-Romagna è una delle regioni più metanizzate d’Europa per gli usi finali (trasporti e usi civili/industriali), la distribuzione (reti di distribuzione e stazioni di rifornimento) e con un peso rilevante per il settore manifatturiero (compressori, riduttori, distributori e componentistica CNG). Sulla base di questi dati, ci si attende dallo sviluppo del biometano, oltre ai benefici ambientali, un impatto positivo significativo sull’economia regionale (sia in termini di PIL che di occupati).

In numeri, Sergio Piccinini di CRPA ha illustrato le potenzialità del biometano in regione sulla base dei dati raccolti nel progetto BioMethER sulla disponibilità di biomasse di scarto avviabili a digestione anarobica per i diversi comparti produttivi. La producibilità di biometano da biomasse di scarto in Emilia-Romagna può essere stimata tra i 300 e i 350 milioni di metri cubi all’anno. In termini di energia elettrica, questo significa circa 1,2 milioni di MWh/anno, corrispondenti ad una potenza elettrica installabile di 150 MW.

"L'economia circolare è il paradigma che la Regione ha adottato in tutti i settori produttivi – ha detto Simona Caselli, assessore all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna – quindi per noi è cruciale investire anche in bioenergia. Per l'agricoltura regionale questo è un elemento cruciale, che in Emilia-Romagna può offrire ulteriori prospettive di sviluppo, sia in termini di competitività delle imprese, che in termini di realizzazione di nuove attività e quindi nuova occupazione”.






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