• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica di biomasse residuali viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere opportunamente trattato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano proveniente da fonti energetiche fossili.

  • A Roncocesi il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento di fanghi di acque reflue

    Il biogas prodotto dal trattamento acque verrà trattato da un impianto di upgrading appositamente progettato.

  • La discarica HERA

    La discarica HERA di Ravenna produrrà biometano da immettere in rete. Il primo impianto dimostrativo in Italia per la produzione di biometano per l'immissione in rete sarà realizzato nella discarica di Ravenna.

  • Il processo di upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri component indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione attraverso diverse tecnologie. Il biogas così ottenuto arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale (biometano). La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

martedì 14 marzo 2017

Autore: BioMethER
Nessun commento | martedì, marzo 14, 2017
L’auto è stata consegnata a Torino, al Motor Village di Fiat Chrysler Automobiles, al Gruppo CAP, l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato della città metropolitana di Milano e che avvierà una sperimentazione che durerà alcuni mesi. La sperimentazione permetterà ai tecnici del centro ricerche di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) di valutare il biocarburante prodotto da fanghi e acque reflue presso il depuratore di Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città Metropolitana di Milano, situato a Bresso-Niguarda, dove sta per nascere il primo distributore italiano di biometano a km zero.

La Panda viaggerà infatti con un carburante prodotto dai reflui fognari trattati nell’impianto di Niguarda-Bresso e, in base agli studi di Gruppo CAP il solo depuratore di Bresso potrebbe arrivare a produrre quasi 342 tonnellate di biometano, sufficienti ad alimentare 416 auto per 20.000 Km  all’anno. Il lungo percorso di prova della Panda sarà accompagnato dall’hashtag #BioMetaNow, che guiderà l’intera sperimentazione sui social, per raccontare le tappe del progetto e i suoi sviluppi.

Il Gruppo CAP  evidenzia che «Il biometano, gas dalle stesse caratteristiche del metano ma prodotto da fonti rinnovabili o a zero impatto, rappresenta una valida soluzione per la mobilità del futuro, con il vantaggio di essere già pronto oggi, e consente risparmi sul rifornimento fino al 56% rispetto alla benzina e fino al 30% cento rispetto al gasolio. Ma a contare veramente è l’aspetto ecologico, oltre a quello economico. Il metano è già il carburante più pulito oggi disponibile, concreta alternativa alla benzina e al gasolio grazie alle minime emissioni nocive: dal particolato, ridotto praticamente a zero, agli ossidi di azoto e agli idrocarburi più reattivi che causano la formazione di altri inquinanti. Tutte qualità che migliorano ulteriormente con il biometano, soprattutto nel calcolo “well to wheel”, cioè dal pozzo alla ruota».

La Panda a biometano ha emissioni del 31% inferiori a quelle della Panda a benzina, che salgono al 57% miscelando al gas naturale il 40% di biometano. «In pratica – evidenziano al CAP – , una riduzione d’inquinanti pari a quella ottenuta da una vettura elettrica ricaricata con l’attuale mix energetico europeo. Se poi – come accadrà nella sperimentazione con il Gruppo CAP – la Fiat Panda sarà alimentata al 100%  da biometano estratto da reflui fognari, la riduzione di emissioni di CO2 può raggiungere il 97%: in sostanza quanto una vettura elettrica ricaricata con energia prodotta interamente da fonti rinnovabili, come l’eolico».


La Fiat Panda della sperimentazione del Gruppo CAP


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