• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica dei residui organici viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere purificato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano di origine fossile

  • L'impianto dimostrativo di Roncocesi

    Il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento del biogas da fanghi di depurazione

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri componenti indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione.

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    Lo skid di upgrading degli impianti dimostrativi di BioMethER su biogas da fanghi e biogas da discarica è basato sulla tecnologia a membrane

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    Il biometano ottenuto dall’upgrading arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale. La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

martedì 3 luglio 2018

Autore: Redazione
Nessun commento | martedì, luglio 03, 2018

L'Emilia-Romagna ha un elevato potenziale produttivo di biometano, potendo contare su una disponibilità importante di sottoprodotti agricoli, ma quale contributo può dare la Regione per lo sviluppo di questa filiera agroindustriale?

Abbiamo girato la domanda all'assessore regionale all'agricoltura Simona Caselli.
"L'Emilia-Romagna, che già oggi copre più del 15% della produzione nazionale di biogas, può certamente dare un rilevante contributo alla produzione del biometano, con ricadute positive sul piano del reddito e dell'occupazione.
Per questo come Regione - l'Assessorato alle attività produttive insieme all'Agricoltura - ci siamo impegnati già dopo l'emanazione del decreto del 2013 che apriva la strada per l'immissione in rete l'utilizzo per l'autotrazione del biometano per promuovere la strutturazione della filiera. In particolare abbiamo sostenuto il Progetto Life BiomethER, cofinanziato dalla Commissione europea e coordinato da Aster, per avviare due impianti pilota. Attraverso i fondi europei Por-Fesr l'Assessorato attività produttive ha poi finanziato un altron progetto, GobioM, per promuovere la tecnologia italiana".

Assessore, la Confederazione generale dei bieticoltori Italiani (Cgbi) punta a implementare ulteriormente il progetto per la valorizzazione delle polpe di bietola surpressate, anche per sostenere la filiera bieticolo-saccarifera in un momento di forte crisi. In che modo la Regione potrebbe diventare partner attivo?
Il progetto già avviato da Cgbi di valorizzazione energetica delle polpe surpressate con la produzione di biogas per energia elettrica è stato lungimirante e di grande sostegno per il settore, avendo finora
consentito un'importante integrazione del prezzo delle bietole, pari a circa 4-5 euroA. L'evoluzione e l'implementazione di questo progetto verso la produzione di biometano si inserisce perfettamente
nella politica energetica e agricola regionale per lo sviluppo delle bioenergie e dei biocarburanti da sottoprodotti agricoli. La Regione, pertanto, sarà parte attiva nel favorire la creazione delle condizioni
organizzative utili alla concretizzazione del progetto, incluso lo sviluppo di piattaforme di scambio con i distributori finali e l'emanazione di misure che favoriscano l'impiego del biometano nel settore
dei trasporti, in particolare il trasporto pubblico.
Quali iniziative intende mettere in campo la Regione per sensibilizzare realtà produttive, enti e opinione pubblica sul tema del biometano?
Con il Piano energetico approvato nel 2017 la Regione si è data degli obiettivi molto ambiziosi per quanto riguarda il biometano: passare dai 58 GWh immessi in rete nel 2014 ai 2.850 GWh nel
2030.

I due progetti Biomether e GobioM sono un esempio concreto del ruolo che può giocare la Regione finanziando progetti pilota che mettono insieme enti pubblici, multiutility, imprese impiantistiche e del settore agroalimentare per facilitare il decollo della filiera e superare le criticità che si possono incontrare in fase di avvio.

Con il Programma di sviluppo rurale 2016 abbiamo messo a bando 14 milioni di euro per la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili, tra cui biogas e biometano per un limite di potenza di 3 MWt. Sono stati finanziati 7 impianti di biogas, ma non sono pervenute domande per impianti a biometano a causa probabilmente delle incertezze normative. Con il bando del 2019, che metterà a disposizione altri 10 milioni di euro di contributi, confidiamo di stimolare l'interesse anche di questo settore.

Articolo tratto da l'informatore agrario
 


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