giovedì 14 febbraio 2019

Autore: Redazione
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Il 2018 verrà ricordato come l’anno più importante per la promozione dell’uso del biometano, biocombustibile che si ottiene sia dagli scarti di biomasse di origine agricola, sia dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani derivante dalla raccolta differenziata.
In Italia dal settore agricolo potrebbe provenire il 12% dell’attuale fabbisogno di gas, con evidenti vantaggi ambientali e economici, costituendo ad oggi un anello fondamentale per il corretto trattamento dei rifiuti biodegradabili.

Il biometano si candida, quindi, ad avere un ruolo fondamentale nella Strategia energetica del nostro Paese, per ridurre l’inquinamento atmosferico e contrastare i cambiamenti climatici.
Alla Fiera di Rimini nel corso di ECOMONDO (6-9 novembre 2018), la Fiera che nel 2016 aveva tenuto a battesimo la Piattaforma Tecnologica Nazionale del Biometano, coordinata da CIB (Consorzio Italiano Biogas), e CIC (Consorzio Italiano Compostatori), e partecipata da Anigas, Assogasmetano, Confagricoltura, Fise-Assoambiente, Legambiente, NGV Italy, Utilitalia, Snam e Italian Exhibition Group (IEG), si è tenuto un Convegno nel corso del quale si è dibattuta la proposta inviata dalla Piattaforma alla Commissione UE, nell’ambito della consultazione pubblica lanciata per raccogliere spunti e osservazioni da imprese, autorità e società civile sul tema della Strategia Clima-Energia. Lo scopo era quello di potenziare l’alleanza strategica con l’industria del gas naturale, guardando al biometano come al punto di intersezione fra energie rinnovabili e tradizionali.
A Bologna (11 novembre 2018) si è svolta poi la II Conferenza nazionale “L’era del biometano”, promossa da Legambiente per raccontare non solo lo stato dell’arte in Italia, ma anche per rendere sempre più concrete le opportunità per aziende e territori, partendo proprio da quelle esperienze imprenditoriali già attive e di successo. Anche perché il 2018 è stato l’anno di approvazione del tanto atteso Decreto per la promozione dell’uso del biometano nel settore dei trasporti, una misura che, insieme alla definitiva approvazione del nuovo pacchetto di Direttive europee sull’economia circolare, che pone tra gli altri l’obbligo della raccolta separata dell’organico a livello europeo, accelererà la transizione verso un modello di consumo più sostenibile.
Secondo il Comitato Termotecnico Italiano (CTI), il biometano sarebbe in grado di ridurre l’immissione di gas serra di almeno il 75% rispetto a quella dei combustibili fossili, rivelandosi quindi fondamentale per la lotta contro il surriscaldamento globale, il cui innalzamento di temperatura andrebbe contenuto entro 1,5 °C centigradi, come auspicato dal Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC).

Il biometano giocherà un ruolo fondamentale nella transizione energetica, offrendo importanti occasioni di rilancio per le imprese, soprattutto agricole, oltre che uno strumento fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici e nella gestione dei rifiuti – ha dichiarato Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente – Occorre partire con la realizzazione di nuovi impianti di digestione anaerobica per la produzione di biometano per il trattamento della frazione organica, a partire dalle regioni del centro sud Italia che oggi ne sono carenti, nonostante l’umido rappresenta il 30-40% del totale dei rifiuti prodotti, e affiancare con questa tecnologia anche gli impianti di compostaggio aerobici esistenti, per ottimizzare il processo. Per questo è necessario da subito individuare necessità e creare sinergie per favorire lo sviluppo di un sistema integrato e soprattutto ‘fatto bene’, sostenendo l’impegno di istituzioni e imprese e coinvolgendo i cittadini sulla strategicità, i vantaggi ambientali ed economici e garantendone la partecipazione con strumenti che integrino il normale iter autorizzativo, fornendo un’informazione corretta e trasparente”.
L’intero processo, infine, oltre ad essere altamente rispettoso dell’ambiente, potrebbe quindi comportare un incentivo non indifferente per i suoli impoveriti dall’agricoltura intensiva e si prospetta possa mettere in moto un circolo virtuoso dalle grandi potenzialità per i territori, e per lo sbocco professionale da non sottovalutare.

Sempre a Bologna, in questo caso alla XI Conferenza MetanAuto (FICO Eataly World, 13-14 novembre 2018), evento organizzato da Federmetano, al Biometano nuova frontiera dell’ecosostenibilità sono state dedicate tutte le sessioni della seconda giornata.
Nel corso dell’evento è stato presentato quale case history dal coordinatore Stefano Valentini il Progetto BioMethER, finanziato dal programma LIFE+ della Commissione UE e co-finanziato dalla Regione Emilia Romagna, Il coordinamento è di Aster con il coinvolgimento del CRPA (Centro di ricerca produzioni animali) e delle imprese del settore energetico locale, Hera Ambiente e Iren Rinnovabili, e di imprese del settore dei gas tecnici IRETI e SOL, per la realizzazione di due impianti pilota per la produzione di biometano per immissione diretta in rete e per autotrazione in Emilia-Romagna, dimostrando la fattibilità tecnica ed economica e incentivando così lo sviluppo della filiera biogas-biometano.

Il fatto che le varie iniziative si siano svolte in Emilia Romagna è anche dovuto al fatto che in questa regione la disponibilità di biomasse residuali è molto elevata (più di 16.000.000 t/anno, CRPA, 2011), è capillare la rete del metano per autotrazione e per usi domestici, ed è presente un comparto industriale di eccellenza nella filiera della componentistica per stazioni di rifornimento di metano.

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