• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica dei residui organici viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere purificato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano di origine fossile

  • L'impianto dimostrativo di Roncocesi

    Il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento del biogas da fanghi di depurazione

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri componenti indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione.

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    Lo skid di upgrading degli impianti dimostrativi di BioMethER su biogas da fanghi e biogas da discarica è basato sulla tecnologia a membrane

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    Il biometano ottenuto dall’upgrading arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale. La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

mercoledì 27 febbraio 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, febbraio 27, 2019
Si trova a Rapolano, in provincia di Siena, la prima stazione di servizio in Italia per il rifornimento di auto e camion con solo biometano, ottenuto dalla frazione organica dei rifiuti urbani (FORSU).

La stazione, a marchio IP, è stata realizzata da Snam4Mobility (società controllata al 100% da Snam), che ne ha dato notizia con una nota stampa. Il distributore (nella foto a destra, dal sito web Snam) si trova all’altezza del raccordo Siena-Bettolle e appartiene alla Piccini Paolo Spa, che distribuisce il carburante fornito da un’azienda di Padova, la SESA Spa (Società Estense Servizi Ambientali).

Questa prima fornitura, pari a circa 2.500 kg di biometano, permette di effettuare più di 150 rifornimenti.  In futuro questa stazione potrà essere alimentata dagli impianti di biometano che si svilupperanno nella zona. Il biometano, che oltre alla FORSU può essere ricavato anche da scarti dell’industria agricola e agroalimentare, spiega Snam nella nota, è l’unica fonte energetica ad avere un saldo di emissioni potenzialmente negativo, poiché il suo processo di produzione consente di recuperare anche la CO2 derivante dallo smaltimento dei rifiuti e di utilizzarla per l’industria alimentare o per altri scopi.

Il nuovo impianto non rimarrà certo un caso isolato, nel proprio piano strategico  2022 infatti Snam prevede circa 100 milioni di euro di investimenti per la realizzazione di infrastrutture per la produzione di biometano.

Lo sviluppo del settore del biometano

Il settore del biometano è in rapido sviluppo. Ad oggi in Italia sono sei gli impianti allacciati alla rete Snam, in Lombardia (a Milano, Montello e Sarmato), Calabria (Rende), Emilia-Romagna (Sant’Agata Bolognese) e Lazio (Anzio), con una trentina di altri produttori prossimi alla connessione.

Secondo le stime del CIB (Consorzio Italiano Biogas), spiega Snam, il nostro Paese ha un potenziale di produzione di 8 miliardi di metri cubi annui di biometano al 2030, un quantitativo superiore al 10% del fabbisogno nazionale di gas. Inoltre, prosegue l’azienda, la mobilità a gas naturale e rinnovabile abbina la sostenibilità ambientale ai vantaggi economici, abbattendo le emissioni di particolato e ossidi di azoto, riducendo significativamente quelle di anidride carbonica e assicurando sensibili risparmi ai consumatori.

L’Italia ha il maggior numero di auto circolanti a metano in Europa (circa 1 milione) e la rete di distribuzione più sviluppata (1.300 distributori), in fase di espansione anche grazie agli investimenti di Snam. Quello di Rapolano è il sesto distributore realizzato da Snam in Italia. All’iniziativa ha preso parte anche SEAT, la casa automobilistica in questo momento più attiva nella mobilità sostenibile a CNG (gas naturale compresso) e biometano, e con la gamma di modelli a metano più ampia del mercato.

Fonte: Quale Energia

martedì 26 febbraio 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | martedì, febbraio 26, 2019
Mentre BioMethER agisce sulla riduzione delle emissioni di CO2, IRIS (Improve resilience of industry sector), cofinanziato dal programma LIFE, ha posto al centro gli effetti del cambiamento climatico nel settore industriale, con l’obiettivo di aiutare le aziende a diventare resilienti ai sempre più frequenti eventi estremi: piogge e nevicate intense, alluvioni, ondate di calore e di freddo, siccità e trombe d’aria.

Il progetto ha permesso, grazie al cofinanziamento dell’Unione europea nell’ambito del
programma Life, di realizzare 3 sperimentazioni – in 2 aree industriali in Emilia-Romagna e nell’impianto produttivo di Carlsberg Italia in Lombardia – e di sviluppare un’applicazione web gratuita, attraverso cui le imprese possono valutare autonomamente le loro vulnerabilità e pianificare gli interventi di mitigazione. I risultati del progetto Iris sono stati presentati nella conferenza “Cambiamenti climatici, territorio e industria”, di martedì 26 febbraio a Bologna a cui ha partecipato BioMethER.

Le sperimentazioni in Emilia-Romagna - L’area industriale di Bomporto (Modena) ospita 72 aziende su una superficie di 80 ettari ed è esposta principalmente a trombe d’aria, ondate di calore e precipitazioni intense con possibili esondazioni. L'analisi di rischio realizzata nell'ambito del progetto ha permesso di definire un piano di adattamento ai cambiamenti climatici per un investimento superiore a 2 milioni di euro. Tra le azioni previste: la realizzazione di un Infopoint per le aziende; la trasformazione a verde di spazi inutilizzati per migliorare il comfort termico dell’area e fornire una schermatura in caso di trombe d’aria; la sostituzione delle coperture dei capannoni con materiali freddi; pavimentazioni drenanti, giardini della pioggia e bacini inondabili per intercettare, stoccare e depurare l’acqua piovana.

La sperimentazione nell’area industriale di San Giovanni di Ostellato (Ferrara), con 120 ettari di superficie e 24 imprese con circa 650 addetti, è uno dei comparti produttivi più estesi della provincia di Ferrara. Trombe d’aria e ondate di calore sono i fattori di rischio climatico principali.
Le azioni di adattamento, per un investimento superiore a 2 milioni di euro, riguardano: formazione alle aziende sui temi della resilienza urbana e delle tecnologie green; elaborazione di un programma di gestione delle aree a verde per la mitigazione delle ondate di calore; realizzazione lungo il confine dell’area di interventi di protezione dall’esondazione di fiumi e canali; piantumazione di alberi per creare nuove zone d’ombra e proteggere parzialmente dalle trombe d’aria; utilizzo di materiali freddi per contrastare il surriscaldamento degli edifici.

Per maggiori informazioni: http://www.lifeiris.eu/



giovedì 21 febbraio 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | giovedì, febbraio 21, 2019
"Attualmente, il gas naturale e il biogas sono l'unica opzione di carburante per aiutare a decarbonizzare il trasporto pesante di merci e passeggeri. La vendita di veicoli Scania alimentati a gas naturale è cresciuta in modo esponenziale e ha un grande margine di crescita. In previsione, nel  2019, prevediamo di raddoppiare le nostre vendite di carburanti alternativi. Per Scania, questo carburante non è molto nuovo, abbiamo sviluppato motori a gas naturale per oltre un decennio e lavorato con questo combustibile dall'inizio del secolo ", ha spiegato Manuel Arias, responsabile per la sostenibilità presso Scania Ibérica.

Secondo l'analisi di Scania, questi sono i principali vantaggi offerti dal gas naturale come carburante per il trasporto:
- Redditività, derivata principalmente dal minore consumo del veicolo rispetto al gasolio equivalente e dal prezzo del gas naturale come carburante.
- Riduzione delle emissioni di CO2 fino al 15-20% nel caso del gas naturale e fino al 90% nel caso del biogas. Queste emissioni sono quelle che producono l'effetto serra e accelerano il riscaldamento globale della terra.
- Ulteriore riduzione delle emissioni regolate dagli standard Euro: NO2 del 100%, NOx dell'80%, particelle del 96% e SO2 del 100%. Queste emissioni sono quelle che si accumulano nelle città e influenzano negativamente la salute delle persone.
- Portata fino a 1.600 km nell'attuale offerta di motori Scania che vanno da 280 CV a 410 CV.
- Riduzione delle emissioni sonore fino al 50%. Questo fattore è importante soprattutto di fronte alla distribuzione notturna delle merci. Possibilità di rispettare la severa regolamentazione del livello di rumore PIEK che è diventata un riferimento in Europa.
- Riduzione del consumo di carburante.
- Etichetta Ecolabel e accesso alle città in scenari di restrizioni dovuti all'elevato inquinamento.
- Immagine di una società sostenibile impegnata per l'ambiente attraverso l'uso di questo combustibile.

Nel 2018 il gas naturale nel trasporto su strada si è consolidato come la migliore alternativa sostenibile, con 5.745 nuove immatricolazioni, con un incremento del 146% rispetto al 2017, secondo uno studio dell'Associazione iberica di gas naturale e rinnovabile per la mobilità (Gasnam). Attualmente in Spagna ci sono più di 144 stazioni di gas naturale: 71 pubbliche e 73 private, e l'apertura di altre 46 è prevista. In Portogallo ci sono 11 stazioni di gas naturale operative. Queste cifre stanno aumentando progressivamente come confermato da GASNAM.

giovedì 14 febbraio 2019

Autore: Redazione
Nessun commento | giovedì, febbraio 14, 2019
Il 2018 verrà ricordato come l’anno più importante per la promozione dell’uso del biometano, biocombustibile che si ottiene sia dagli scarti di biomasse di origine agricola, sia dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani derivante dalla raccolta differenziata.
In Italia dal settore agricolo potrebbe provenire il 12% dell’attuale fabbisogno di gas, con evidenti vantaggi ambientali e economici, costituendo ad oggi un anello fondamentale per il corretto trattamento dei rifiuti biodegradabili.

Il biometano si candida, quindi, ad avere un ruolo fondamentale nella Strategia energetica del nostro Paese, per ridurre l’inquinamento atmosferico e contrastare i cambiamenti climatici.
Alla Fiera di Rimini nel corso di ECOMONDO (6-9 novembre 2018), la Fiera che nel 2016 aveva tenuto a battesimo la Piattaforma Tecnologica Nazionale del Biometano, coordinata da CIB (Consorzio Italiano Biogas), e CIC (Consorzio Italiano Compostatori), e partecipata da Anigas, Assogasmetano, Confagricoltura, Fise-Assoambiente, Legambiente, NGV Italy, Utilitalia, Snam e Italian Exhibition Group (IEG), si è tenuto un Convegno nel corso del quale si è dibattuta la proposta inviata dalla Piattaforma alla Commissione UE, nell’ambito della consultazione pubblica lanciata per raccogliere spunti e osservazioni da imprese, autorità e società civile sul tema della Strategia Clima-Energia. Lo scopo era quello di potenziare l’alleanza strategica con l’industria del gas naturale, guardando al biometano come al punto di intersezione fra energie rinnovabili e tradizionali.
A Bologna (11 novembre 2018) si è svolta poi la II Conferenza nazionale “L’era del biometano”, promossa da Legambiente per raccontare non solo lo stato dell’arte in Italia, ma anche per rendere sempre più concrete le opportunità per aziende e territori, partendo proprio da quelle esperienze imprenditoriali già attive e di successo. Anche perché il 2018 è stato l’anno di approvazione del tanto atteso Decreto per la promozione dell’uso del biometano nel settore dei trasporti, una misura che, insieme alla definitiva approvazione del nuovo pacchetto di Direttive europee sull’economia circolare, che pone tra gli altri l’obbligo della raccolta separata dell’organico a livello europeo, accelererà la transizione verso un modello di consumo più sostenibile.
Secondo il Comitato Termotecnico Italiano (CTI), il biometano sarebbe in grado di ridurre l’immissione di gas serra di almeno il 75% rispetto a quella dei combustibili fossili, rivelandosi quindi fondamentale per la lotta contro il surriscaldamento globale, il cui innalzamento di temperatura andrebbe contenuto entro 1,5 °C centigradi, come auspicato dal Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC).

Il biometano giocherà un ruolo fondamentale nella transizione energetica, offrendo importanti occasioni di rilancio per le imprese, soprattutto agricole, oltre che uno strumento fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici e nella gestione dei rifiuti – ha dichiarato Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente – Occorre partire con la realizzazione di nuovi impianti di digestione anaerobica per la produzione di biometano per il trattamento della frazione organica, a partire dalle regioni del centro sud Italia che oggi ne sono carenti, nonostante l’umido rappresenta il 30-40% del totale dei rifiuti prodotti, e affiancare con questa tecnologia anche gli impianti di compostaggio aerobici esistenti, per ottimizzare il processo. Per questo è necessario da subito individuare necessità e creare sinergie per favorire lo sviluppo di un sistema integrato e soprattutto ‘fatto bene’, sostenendo l’impegno di istituzioni e imprese e coinvolgendo i cittadini sulla strategicità, i vantaggi ambientali ed economici e garantendone la partecipazione con strumenti che integrino il normale iter autorizzativo, fornendo un’informazione corretta e trasparente”.
L’intero processo, infine, oltre ad essere altamente rispettoso dell’ambiente, potrebbe quindi comportare un incentivo non indifferente per i suoli impoveriti dall’agricoltura intensiva e si prospetta possa mettere in moto un circolo virtuoso dalle grandi potenzialità per i territori, e per lo sbocco professionale da non sottovalutare.

Sempre a Bologna, in questo caso alla XI Conferenza MetanAuto (FICO Eataly World, 13-14 novembre 2018), evento organizzato da Federmetano, al Biometano nuova frontiera dell’ecosostenibilità sono state dedicate tutte le sessioni della seconda giornata.
Nel corso dell’evento è stato presentato quale case history dal coordinatore Stefano Valentini il Progetto BioMethER, finanziato dal programma LIFE+ della Commissione UE e co-finanziato dalla Regione Emilia Romagna, Il coordinamento è di Aster con il coinvolgimento del CRPA (Centro di ricerca produzioni animali) e delle imprese del settore energetico locale, Hera Ambiente e Iren Rinnovabili, e di imprese del settore dei gas tecnici IRETI e SOL, per la realizzazione di due impianti pilota per la produzione di biometano per immissione diretta in rete e per autotrazione in Emilia-Romagna, dimostrando la fattibilità tecnica ed economica e incentivando così lo sviluppo della filiera biogas-biometano.

Il fatto che le varie iniziative si siano svolte in Emilia Romagna è anche dovuto al fatto che in questa regione la disponibilità di biomasse residuali è molto elevata (più di 16.000.000 t/anno, CRPA, 2011), è capillare la rete del metano per autotrazione e per usi domestici, ed è presente un comparto industriale di eccellenza nella filiera della componentistica per stazioni di rifornimento di metano.

venerdì 8 febbraio 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | venerdì, febbraio 08, 2019
VL’evento sarà un’importante opportunità per discutere del potenziale del gas rinnovabile e della decarbonizzazione della rete del gas sia nel contesto nazionale che internazionale e per evidenziare il ruolo fondamentale che il biogas/biometano agricolo ha in questo percorso.

Biogas Italy si caratterizza, infine, per l’elevato contenuto tecnico-scientifico grazie al coinvolgimento dei massimi esperti nazionali ed internazionali che contribuiranno a disegnare non solo lo stato dell’arte del settore, ma a delineare anche le linee strategiche di medio e lungo periodo.

Programma
Iscrizioni

mercoledì 6 febbraio 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, febbraio 06, 2019
A Massa Finalese (Modena) AIMAG ha integrato l’impianto di compostaggio esistente con una sezione di digestione anaerobica di tipo semi-dry e annessa linea di upgrading per la produzione di biometano da destinare all’immissione in rete. L'impianto è operativo.

La digestione anaerobica è alimentata dalla frazione organica dei rifiuti urbani, per complessivamente circa 50.000 tonnellate annue di rifiuto organico trattato che produrranno 3.080.000 mc di biometano annuo.

La tecnologia scelta per l'upgrading è quella del Pressure Swing Adsorption (PSA), fornita da Xebec, con assorbimento chimico del H2S e rimozione di H2O, CO2, N2, O2 in un solo passaggio.

Il biometano in uscita dalla sezione di upgrade è avviato alla cabina di connessione alla rete di distribuzione del gas, composta da una sezione analisi e misura del biometano; filtrazione e riduzione della pressione e sistema di odorizzazione. Nel locale “misura fiscale” sono collocate le strumentazioni di analisi del gas, di misura della portata fiscale e le valvole per la deviazione del gas in torcia in caso di sovrappressione o gas fuori specifica. Nel locale “misura non fiscale e regolazione” sono collocati i filtri, la sezione di regolazione della pressione, la misura di portata gas non fiscale ed infine il sistema di odorizzazione.

Fonte: sito AIMAG e NGV Journal


mercoledì 16 gennaio 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, gennaio 16, 2019
Il biogas da discarica, oltre ad essere generalmente meno ricco in metano, ha una composizione più variabile e difficile da prevedere rispetto a quello da fanghi o a quello agricolo, e l'upgrading richiede per questo una soluzione robusta.

Risultato di un decennio di ricerca e sviluppo, la tecnologia della francese Waga Energy, chiamata Wagabox(R), combina l'upgrading a membrane con la filtrazione criogenica.

Il primo impianto è installato nella discarica di Saint Florentin in Francia che tratta 70.000 ton/annue di rifiuti urbani e speciali. Il biogas captato dalla discarica, che contiene dal 40% al 50% di metano viene purificato a biometano per l'immissione in rete. La produzione annua di biometano è di  25 GWh.

Fonte: IEA Bioenergy Task 37, Novembre 2018

L'impianto WagaBox a Saint Florentin per produzione di biometano da biogas di discarica