• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica di biomasse residuali viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere opportunamente trattato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano proveniente da fonti energetiche fossili.

  • A Roncocesi il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento di fanghi di acque reflue

    Il biogas prodotto dal trattamento acque verrà trattato da un impianto di upgrading appositamente progettato.

  • La discarica HERA

    La discarica HERA di Ravenna produrrà biometano da immettere in rete. Il primo impianto dimostrativo in Italia per la produzione di biometano per l'immissione in rete sarà realizzato nella discarica di Ravenna.

  • Il processo di upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri component indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione attraverso diverse tecnologie. Il biogas così ottenuto arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale (biometano). La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

giovedì 4 agosto 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | giovedì, agosto 04, 2016
Grande affluenza alla quinta edizione di mcTER Bio-Gas, organizzato da EIOM in collaborazione con il CIB (Consorzio Italiano Biogas), evento verticale di riferimento in Italia dedicato alla filiera del biogas-biometano e alla cogenerazione da biogas e gassificazione: oltre 1.300, infatti, gli operatori specializzati intervenuti lo scorso 30 giugno a Milano.

Il tema del biogas e ultimamente soprattutto del biometano è del resto particolarmente caldo: il settore, infatti, offre notevoli potenzialità, molte delle quali ancora da esplorare. Riduzione delle emissioni di carbonio e affrancamento dall'uso dei combustibili fossili, sostenibilità della filiera e miglioramento del reddito agrario: argomenti estremamente attuali all'interno del panorama produttivo italiano, rispetto ai quali mcTER Bio-Gas ha rappresentato una preziosa occasione di confronto. Durante il convegno mattutino “Biogas e Biometano – Le nuove opportunità per il mercato”, infatti, si è parlato del presente e del futuro della filiera del biogas e del biometano, esplorandone le potenzialità e affrontandone le criticità.

All'interno dell'edizione 2016 di mcTER Bio-Gas si è parlato molto di biometano; per questo, uno degli obiettivi del convegno è stato quello di favorire il dibattito e il confronto circa il futuro del biometano in Italia, tra aspettative, criticità e opportunità di sviluppo. Ancora Lorenzo Maggioni ha introdotto l'argomento dell’upgrade da biogas a biometano, presentando con un interessante caso applicativo l'esperienza della Cooperativa agricola Assegnatari Associati Arborea; mentre Sami Shams Eddin (Azienda agricola Cominello) ha approfondito uno degli aspetti problematici della filiera, ossia l'utilizzo di sottoprodotti durante il processo di produzione del biometano. Al di là degli ostacoli da affrontare, comunque, un punto fermo emerso durante la giornata mcTER Bio-Gas ha riguardato l'enorme potenziale che offre il settore del biometano, tra cui la possibilità di essere utilizzato anche come energia per l'autotrazione; e da questo punto di vista, l'intervento di Paolo Vettori (Presidente Assogasmetano) è risultato veramente illuminante. Cristiano Fiameni (Direttore Tecnico CIG) si è invece concentrato, sempre in ambito biometano, su norme e aggiornamenti normativi.

Il convegno si è quindi concluso con gli interventi di Maurizio Bellandi (BTS Biogas) e Alessandro Tralli (CPL Concordia), che si sono concentrati sugli aspetti relativi alle ultime soluzioni applicative, le tecnologie più innovative e gli strumenti tecnici oggi a disposizione nella filiera del biometano e del biogas, mentre Maurizio Pastori (GM Green Methane) ha illustrato le ultimissime novità in campo di biometano e il ruolo decisivo che l'Italia ricopre all'interno del panorama internazionale per il suo utilizzo come fonte di energia alternativa e sostenibile.

McTER Bio-Gas si rivolge a tutti gli operatori coinvolti nel settore: responsabili tecnici, titolari di aziende agricole e zootecniche, progettisti, impiantisti, ingegneri, energy manager, utilizzatori di energia e calore dall’industria, dal terziario e dai servizi, studi tecnici e molti altri ancora. L'obiettivo? Favorire l'incontro, la condivisione e l'aggiornamento circa le ultime novità, soluzioni applicative e aspetti normativi che riguardano il mondo della cogenerazione da biogas e biometano, per creare sinergie e nuove e proficue opportunità di business.

Fonte: Comunicato Stampa McTER Bio-Gas




martedì 2 agosto 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | martedì, agosto 02, 2016
Operatori del trasporto pubblico ed enti locali in tutta l'Inghilterra hanno potuto beneficiare di una quota del finanziamento fornito dal ministero britannico dei Trasporti (DFT), per acquistare autobus a basse emissioni e le relative infrastrutture. Dei 13 aggiudicatari, tre operatori utilizzeranno i fondi per acquistare autobus e infrastruttura per alimentare i veicoli a biometano portando su strada un totale di 141 veicoli a basse emissioni.

A Liverpool 4,9 milioni di £ per un totale di 72 veicoli tra biometano, ibridi o bus elettrici e infrastrutture associate; a Nottingham 4,4 milioni di £ per 53 autobus ed infrastrutture per il biometano; e a Reading: 1,7 milioni di £ per 16 autobus e relative infrastrutture per il biometano. A Reading i nuovi veicoli andranno a potenziare la flotta già funzionante di 34 autobus a biometano.

Gli autobus a basse emissioni sono in grado di produrre almeno il 15% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla media degli autobus diesel moderno ma in genere costano decisamente di più. Il finanziamento pubblico copre fino al 90% della differenza di costo tra un nuovo bus e il suo equivalente diesel, nonché fino al 75% del costo dell'infrastruttura.

Lo schema di finanziamento pubblico si basa sul Fondo Green Bus, tramite il quale 89 £ milioni di finanziamenti governativi hanno portato sulle strade d'Inghilterra più di 1.200 autobus a basso impatto - che rappresentano il 4% degli autobus in servizio. Il governo ha anche investito più di 26 milioni di £ dal 2013 per il retrofit di più di 2.000 autobus in punti caldi di inquinamento con le tecnologie a basse emissioni.

Fonte: NGV Global News

L'autobus a biometano di Reading, detentore di un record di velocità per questo tipo di veicoli (123,7 km/h).



lunedì 25 luglio 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | lunedì, luglio 25, 2016
CRPA ha partecipato come coordinatore scientifico di BioMethER alla seconda edizione della Conferenza Europea sul Biometano organizzata da Dena (Deutshe Energie-Agentur, Agenzia Tedesca per l’Energia) a Berlino il 20 giugno scorso.

Temi centrali della conferenza sono stati la diffusione degli impianti di biometano in Europa, le tecnologie innovative in questo campo, il commercio transfrontaliero e i quadri giuridici per i carburanti alternativi.

In Europa sono ormai 14 i Paesi in cui si produce biometano, per un totale di oltre 360 impianti di upgrading del biogas a biometano. La nazione con più impianti di upgrading è, come si può facilmente presumere, la Germania che, con i suoi circa 200 impianti di biometano è leader non solo in Europa ma in tutto il mondo. Il mercato del biometano potrà ripartire in Germania se si punterà sul biometano come biofuel o si svilupperà il mercato transfrontaliero dello stesso. L’Agenzia Tedesca per l’Energia (Dena) ha redatto un registro per la verifica e la contabilizzazione del biometano e la sua omologa austriaca AGCS sta facendo altrettanto. L’obiettivo di Dena e AGCS è quello di sviluppare un mercato transfrontaliero europeo coinvolgendo anche gli altri Paesi dove si produce biometano.

Le attuali barriere per lo sviluppo di questo mercato sono infatti legate alla messa a punto di registri in ogni Paese produttore con un’azione di coordinamento tra i differenti registri. Il biometano dovrebbe essere prodotto con caratteristiche qualitative pressochè identiche, contabilizzato con la stessa modalità e bisognerebbe avere un sistema di tracciabilità sia fiscale che qualitativa di tutta la rete, anche per evitare eventuali truffe dovute a sistemi di contabilizzazione non omogenei.

I Paesi del nord Europa sono sicuramente sulla stessa linea di Austria e Germania per lo sviluppo di un mercato transfrontaliero del biometano, mentre la Francia sembra più ‘’fredda’’ su questa politica puntando più su un discorso legato al mercato interno che comprenda anche il biofuel. Il biometano, infatti, è il perfetto biofuel che potrà portarci verso una fase industriale dove, in attesa dello sviluppo delle nuove batterie, possa fungere da vettore energetico principe per la mobilità privata e pubblica, ma anche per un uso nel campo dei servizi (flotte di mezzi a biometano impiegati nella gestione dei rifiuti), scenari che sono già attuali in alcuni Paesi come Germania, Austria, Ungheria, Danimarca, Regno Unito, Spagna.

In una futura seconda fase industriale, dove l’elettrico nella mobilità la farà da padrone, il biometano potrà continuare ad essere un vettore energetico importante grazie alla sua flessibilità di utilizzo, alla sua possibilità di stoccaggio e alla sua perfetta compatibilità con il gas naturale e con la tecnologia del Power-to-gas. Ma sarà anche un ‘’prodotto’’ di base per un settore chimico legato alla produzione di prodotti bio-based.

Tornando alla diffusione degli impianti di biometano in Europa, i Paesi con la più rapida crescita del settore sono il Regno Unito, con 63 impianti (nonostante un meccanismo di riduzione degli incentivi alle rinnovabili), e la Francia, con 21 impianti (ha iniziato a incentivare il biometano solo nel 2011). Il Regno Unito incentiva sia l’immissione in rete del biometano, che la produzione di calore dallo stesso. Dei 63 impianti installati, 41 sono a membrane, indice di impianti nuovi legati alla sviluppo di questa tecnologia con ampi margini di crescita tecnologica. Sono previsti, inoltre, incentivi per l’uso del biometano per il trasporto pubblico e i servizi (non per il trasporto privato).
La Francia ha come obiettivo, entro il 2030, quello di produrre il 10% del gas utilizzato con l’upgrading del biogas a biometano (circa 30 TWh/anno). Per quanto riguarda l’uso del biometano per autotrazione, l’obiettivo al 2030 è quello di raggiungere il 20% del consumo di NGV per veicoli. Al 2019 si prevedono 200 nuovi impianti per la produzione di biometano ovvero una produzione di circa 5,2 TWh/anno.

La Danimarca ha l’obiettivo di essere fossil free entro il 2050 e ha messo la produzione di biometano al centro dei loro progetti di sviluppo. Quest’anno hanno avuto 12 nuovi impianti di biometano. Ad aprile 2016, il biometano, ha rappresentato il 2,5% del consumo di gas nazionale. La Danimarca vede molto favorevolmente lo sviluppo di un mercato transfrontaliero del biometano.

In questo quadro generale, è emerso il forte ritardo che l’Italia ha nei confronti degli altri Paesi. Con un potenziale di circa 8 mld di m3 di biometano producibili all’anno, l’Italia sta perdendo tempo prezioso per lo sviluppo di un settore che potrebbe come minimo produrre l’attuale consumo di CNG nel Paese, ovvero 1 mld di m3 di biometano. Senza parlare dell’importanza del settore della chimica verde che grazie alle nostre industrie potrebbe produrre, partendo dal biometano e dalla CO2 di risulta del processo di upgrading, quei prodotti bio-based tanto apprezzati da una popolazione sempre più attenta e consapevole per quanto riguarda la sostenibilità ambientale dei prodotti. 


Non in ultimo, è da sottolineare che l’eventuale apertura di un mercato transfrontaliero del biometano, potrebbe trovarci fortemente impreparati, con la conseguenza di essere ‘’invasi’’ dal biometano straniero perdendo una grande opportunità anche da un punto di vista dell’immagine di un Paese che potrebbe essere leader nel settore della produzione energetica sostenibile.

Autore: Nicola Labartino, CRPA

mercoledì 22 giugno 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, giugno 22, 2016
Vuoi rimanere aggiornato sul mondo del biometano?Partecipa a mcTER a Milano il 30 giugno: una mattinata dedicata alle opportunità del Biogas e Biometano – Le nuove opportunità per il mercato, organizzata in collaborazione con CIB - Consorzio Italiano BioGas e Gassificazione.

Intervengono associazioni, esperti tecnologici ed imprenditori che discuteranno la filiera biogas biometano e le sue opportunità di sviluppo. Gli eventi mcTER, organizzati con il patrocinio e il supporto delle più importanti associazioni di settore in Italia, sono appuntamenti verticali che uniscono una parte espositiva a una componente formativa. La sinergia crea nuove opportunità di business per le aziende e di approfondimento tecnologico per gli operatori presenti.

Programma dettagliato dell'evento Biometano disponibile qui 

Dove: Crowne Plaza Hotel - San Donato Milanese
Quando: 30 giugno 2016, ore 9:30-13:00
Iscrizione on line qui


martedì 24 maggio 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | martedì, maggio 24, 2016
Nel 2017 una delle più celebri gare automobilistiche, la 24 Ore di Le Mans, potrebbe dimostrare la validità del biometano ricavato come combustibile per veicoli anche ad alte prestazioni. Per giugno del prossimo anno è infatti prevista la partecipazione di una berlinetta da competizione Made in France alimentata al 100% a biometano, trasportato a bordo allo stato liquido grazie alla compressione spinta e al suo raffreddamento.

Il costruttore Welter Racing, con sede a Thorigny ha già sviluppato un veicolo a biometano, eco-carburante che è abitualmente ricavato da scarti agricoli e degli allevamenti e soprattutto dal letame. “Al momento siamo ancora solo a livello di calcoli ma se recuperassimo tutto ciò che viene prodotto dagli spettatori a Le Mans durante la gara, saremmo in grado di ricavare gas sufficiente a far correre due delle nostre auto per l’intera 24 Ore”, ha commentato Thibault Dejardin, ingegnere capo del team Welter Racing, in un’intervista concessa al quotidiano Le Parisien

La tecnologia che permette la produzione di questo combustibile è nota da tempo e in fase di costante sviluppo. Gérard Welter, costruttore del bolide 'a letame', ha affermato a Le Parisien che ''questo programma ci sta confermando che siamo sulla strada giusta, davvero straordinaria'' con la speranza, non tanto nascosta - al contrario delle fonti energetiche a cui si approvvigiona - che ''la tecnologia del biometano possa essere ripresa e sviluppata a livello di grandi industrie, come alternativa all'elettricità e all'idrogeno'' per rimpiazzare i carburanti di origine fossile.


Fonte ANSA

giovedì 21 aprile 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | giovedì, aprile 21, 2016
Ogni anno, la capitale Austriaca produce circa un milione di tonnellate di rifiuti di cui circa 350000 sono raccolte in modo differenziato. Il principale impianto di digestione anaerobica, della municipalizzata WKU, tratta circa 22000 tonnellate/anno di rifiuti organici convertendoli in biogas che, dopo un processo di upgrading, viene utilizzato per produrre biometano da immettere in rete.

L'impianto fornisce quindi energia sostenibile all'intera città di Vienna, e riduce significativamente le emissioni di CO2 e l'import di gas naturale della città.

Nell'impianto di digestione anaearobica, i rifiuti vengono trattati in condizioni mesofilliche e ad umido, dopo la separazione dalle componenti indesiderate (plastica, legno, inerti), con un tempo di ritenzione di circa 20 giorni.

Il biogas ottnenuto viene prima desulfurizzato, quindi la CO2 viene separata da un impianto di upgrading a membrane che porta il contenuto in metano dal 64% al 99% nel gas in uscita. Dopo un controllo di qualità, il biometano è compresso a 70 bar e può essere immesso nella rete del gas naturale.

Caratteristiche dell'impianto: Capacità di trattamento rifiuti: 34,000 t/anno | Biogas trattato: 1,700,000 Nm³/anno | Biometano prodotto ed immesso in rete: 1,000,000 Nm3 /anno | Addetti: 5

mercoledì 20 aprile 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, aprile 20, 2016
Air Liquide ha annunciato la messa in servizio di 12 unità di upgrading di biogas negli ultimi 12 mesi in Europa. Le 12 nuove unità di upgrading commissionate da Air Liquide si trovano in Francia, nel Regno Unito, in Ungheria e in Danimarca. Nel complesso, Air Liquide ha progettato e implementato in tutto il mondo 50 unità di produzione di biogas di depurazione al fine di trasformare il biogas in biometano e immetterlo nelle reti del gas naturale.

Leggi la notizia completa su NGV Journal