• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica di biomasse residuali viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere opportunamente trattato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano proveniente da fonti energetiche fossili.

  • A Roncocesi il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento di fanghi di acque reflue

    Il biogas prodotto dal trattamento acque verrà trattato da un impianto di upgrading appositamente progettato.

  • La discarica HERA

    La discarica HERA di Ravenna produrrà biometano da immettere in rete. Il primo impianto dimostrativo in Italia per la produzione di biometano per l'immissione in rete sarà realizzato nella discarica di Ravenna.

  • Il processo di upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri component indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione attraverso diverse tecnologie. Il biogas così ottenuto arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale (biometano). La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

venerdì 23 dicembre 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | venerdì, dicembre 23, 2016
Legambiente con il supporto del progetto BioMethER organizza un momento di confronto a livello nazionale sul tema biometano con i decisori istituzionali, le imprese e gli stakeholders del settore della produzione e della distribuzione.

Si affronteranno gli aspetti normativi e tecnici della filiera, con l'obiettivo di valorizzare il ruolo del biometano nella copertura dei fabbisogni energetici del paese e nella gestione sostenibile delle frazioni biodegradabili (organico da raccolta differenziata, scarti agricoli, rifiuti agroindustriali, fanghi di depurazione, etc).

Dove: Regione Emilia-Romagna, Sala Poggioli, Viale della Fiera 8, Bologna
Quando: Lunedì 6 Febbraio 2017 ore 9:30-16:00
Modalità di partecipazione: gratuita previa registrazione online a questo link
Contatti: info@legambiente@emiliaromagna.it






giovedì 15 dicembre 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | giovedì, dicembre 15, 2016
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha posto in consultazione pubblica la bozza di decreto interministeriale per l’utilizzo del biometano e dei biocarburanti compresi quelli avanzati fino al 13 gennaio 2017

Avere un confronto preliminare con i soggetti interessati alle materie disciplinate dal decreto in questione, per garantirne l’efficacia ed il successo, appare particolarmente importante ed utile, proprio ora che il Paese sta predisponendo gli strumenti per finalizzare il raggiungimento dell’obiettivo del 10% di fonti rinnovabili nei consumi energetici del settore dei trasporti, di cui almeno lo 0,5% attraverso l’uso dei “biocarburanti avanzati”.

Nell’elaborare i commenti e/o le proposte integrative ed alternative, il MISE chiede di tener conto anche dei seguenti vincoli e principi a base del testo oggetto della consultazione pubblica:
  • Favorire ed incentivare lo sviluppo dei biocarburanti avanzati (secondo la loro recente definizione nella direttiva UE 2015/1513, c.d. direttiva “ILUC”) di cui l’Italia è stato il maggior sostenitore nell’ambito dei lavori preparatori della Direttiva stessa.
  • Priorità al biometano usato nei trasporti, per contribuire al raggiungimento del target al 2020 del 10% di fonti rinnovabili nel settore dei trasporti. Primo obiettivo intermedio è arrivare ad un consumo di circa 1,1 Miliardi di metri cubi. Poi, in seguito, con aggiornamenti successivi del DM, ampliarne gli usi oltre ai trasporti, con consumi previsti fino a 6-8 Mld di mc (secondo stime di disponibilità nazionali elaborate da varie fonti).
  • Favorire lo sviluppo di una economia circolare del mondo agricolo: dalla produzione agricola e dagli allevamenti si generano scarti e sottoprodotti (ad esempio, liquami, letami, etc.) da cui si può ricavare biometano, il quale, trasformato in forma liquida come “biometano liquido” (BML), può essere usato come combustibile nei trattori agricoli, usati a loro volta per la produzione agricola e per gli allevamenti.
  • Favorire lo sviluppo del ciclo virtuoso dei rifiuti ed, in particolare, della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), che porta ad una valorizzazione economica degli stessi che riduce il costo complessivo dello smaltimento dei rifiuti.
  • Nessun incremento, per le imprese e per i cittadini, delle bollette del gas e dell’energia elettrica, ma anzi produrne una qualche diminuzione.
  • Compatibilità delle misure da introdurre con la disciplina UE sugli aiuti di stato per le rinnovabili, ai sensi della Comunicazione della Commissione UE “Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020” (2014/C 200/01) e quindi, in particolare evitando qualsiasi sovra compensazione degli incentivi da erogare.
Leggi qui la bozza del decreto

mercoledì 16 novembre 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, novembre 16, 2016

Presentata a Ecomondo la Piattaforma Tecnologica Nazionale sul Biometano che unisce industria, trasporti, settore agricolo, utilities e associazioni ambientaliste per far sì che l’Italia diventi produttore di uno dei biocarburanti avanzati più promettenti.

Fare dell’Italia uno dei principali produttori di biometano, è questo l'obiettivo della Piattaforma Tecnologica Nazionale Biometano presentata il 9 novembre a Rimini, in occasione di Ecomondo, con il coordinamento di Cic, Consorzio italiano compostatori e Cib, Consorzio Italiano Biogas e la partecipazione di Anigas, Assogasmetano, Confagricoltura, Fise-Assoambiente, Legambiente, NGV Italy, Utilitalia.

Le azioni previste nel documento programmatico della Piattaforma sono: rivedere l'intervallo temporale per l'accesso agli incentivi; prevedere entro il 2030 un target annuo minimo di immissione di biometano in rete pari ad almeno il 10% del metano immesso in rete nello stesso periodo; prevedere un sistema di contabilizzazione che valorizzi la capacità delle imprese agricole e degli impianti di digestione anaerobica e compostaggio di sequestrare la CO2 in atmosfera.

E ancora: istituire un registro delle garanzie di origine del biometano per sviluppare un mercato attivo di scambi che faccia emergere il legame di valore tra biometano ed emissioni evitate di carbonio; modificare la regolamentazione del mercato dei Cic (certificati di immissione in consumo).

Secondo i firmatari della Piattaforma, l’Italia, con un adeguato sistema legislativo a supporto, sarebbe nelle condizioni di raggiungere una produzione di 8,5 miliardi di metri cubi di biometano al 2030, non solo senza ridurre il potenziale dell’agricoltura italiana nei mercati alimentari, ma accrescendo la competitività e sostenibilità delle aziende agricole. Guardando infatti alle potenzialità italiane, l’Italia è il secondo produttore di biogas europeo, dopo la Germania: a fine 2015 risultano operativi nel Paese circa 1.555 impianti biogas, il 77% dei quali alimentato da matrici agricole.

lunedì 10 ottobre 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | lunedì, ottobre 10, 2016
In Italia il primo distributore di biometano da acque reflue sorge all’interno del depuratore di Bresso, Comune di 26mila abitanti alle porte di Milano. A gestirlo è Cap Holding, società 100% pubblica che si occupa del servizio idrico nell’hinterland del capoluogo lombardo e nelle province di Monza, Pavia, Varese e Como.

Bresso è il progetto pilota. Il progetto pilota, sviluppato in collaborazione con Fiat Chrysler Auto e con il Consiglio Nazionale delle Ricerch, potrebbe essere il punto di partenza per arrivare a trasformare i 60 depuratori presenti nei dintorni di Milano in bioraffinerie che sfruttino le acque di scarto per produrre carburante. Fuori, ad attendere, c’è un mercato che in Italia conta 1.100 distributori in grado, al momento, di fornire solo metano da fonte fossile. E ci sono circa 980 mila veicoli a metano.


Fiat Chrysler ha messo a disposizione i mezzi per il primo test dimostrativo (un Fiorino ed una Lancia Ypsilon), ma la collaborazione è destinata a rafforzarsi: la casa automobilistica, infatti, sarebbe pronta a fornire alla società idrica tecnici e veicoli per valutare l’impatto del biometano sui motori e studiarne la purezza. Gli studi tecnici di Cap evidenziano che la produzione del biometano costa 0,58 centesimi di euro al chilo, contro gli 0,90 del metano con cui oggi si può fare rifornimento.

Fonte: WIRED, QuattroRuote
Autore: BioMethER
Nessun commento | lunedì, ottobre 10, 2016
L’obiettivo del Workshop "Nuova edizione UNI/TR 11537 “Immissione di biometano nelle reti di trasporto e distribuzione di gas”, Prospettive e Sviluppi" organizzato dal Comitato Italiano Gas  è quello di favorire un incontro tra gli operatori, evidenziando i cambiamenti in atto e le prospettive di sviluppo del settore biometano, alla luce delle novità sulle norme tecniche: il CIG ha avviato la revisione del rapporto tecnico UNI/TR 11537, di prossima pubblicazione, che contiene alcune conferme e importanti novità.

Il rapporto definisce infatti le specifiche di qualità assunte come le caratteristiche chimico fisiche del gas naturale definite nel DM 19 febbraio 2007 e definisce i limiti per i componenti aggiuntivi del biometano, indica quindi i metodi analitici e di campionamento di riferimento per eseguire le misure dei componenti e gli schemi di riferimento per la realizzazione degli impianti di consegna ed immissione in rete, fornisce indicazioni sulle prove di odorizzabilità del biometano e loro validità temporale. Ulteriori sviluppi sono attesi a livello di codici di rete, legislazione incentivante e attività regolatoria di specie.

Quando: 11 Ottobre 2016
Dove: Bologna, Hotel Carlton
Modalità di iscrizione e programma verranno resi disponibili qui

venerdì 7 ottobre 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | venerdì, ottobre 07, 2016
Il Gestore dei servizi energetici attiva il Portale biometano, dedicato agli operatori che intendono richiedere gli incentivi per la produzione di biogas da destinare alla rete di gas naturale, da utilizzare nei trasporti o negli impianti di cogenerazione ad alto rendimento, come previsto dal decreto del 5 dicembre 2013. Il Portale Biometano è raggiungibile all'indirizzo https://applicazioni.gse.it: per poter accedere sarà necessario prima registrarsi nella sezione Area Clienti e, solo dopo, sottoscrivere l’applicativo “Biometano”.

Il decreto, lo ricordiamo, prevede tre tipologie di incentivazione per il biometano, a seconda della sua destinazione d’uso:

  • un incentivo monetario per il biometano immesso nella rete di trasporto o di distribuzione del gas naturale, senza specifica destinazione d'uso: l'incentivo è calcolato sulla base della quantità di biometano immesso in rete, al netto dei consumi energetici dei processi di produzione del biogas e di compressione dello stesso ai fini dell'immissione in rete;
  • il rilascio di Certificati di Immissione in Consumo (CIC) per il biometano immesso nella rete del gas naturale con destinazione specifica per i trasporti: l'incentivo consiste nel rilascio, per un periodo di 20 anni dall'entrata in esercizio dell'impianto, di CIC di biocarburanti al soggetto che immette biometano in consumo nei trasporti. Un CIC attesta l'immissione in consumo di un quantitativo di biocarburanti pari a 10 Gcal;
  • un incentivo monetario per il biometano immesso nella rete del gas naturale e utilizzato in impianti di cogenerazione ad alto rendimento: l'incentivo si attiva mediante il riconoscimento delle tariffe del DM 6 luglio 2012 per la produzione di energia elettrica da biogas. L'energia elettrica incentivata è quella cogenerata netta e immessa in rete.

Il decreto del 5 dicembre 2013 si applica:

  • ai nuovi impianti realizzati sul territorio nazionale entrati in esercizio successivamente al 18 dicembre 2013 e non oltre i cinque anni successivi a tale data;
  • agli impianti esistenti per la produzione e utilizzazione di biogas (o gas da discarica/depurazione fanghi o syngas), realizzati sul territorio nazionale, che  siano stati convertiti parzialmente o totalmente alla produzione di biometano dopo il 18 dicembre 2013 e non oltre i cinque anni successivi.


L'Italia è il terzo produttore al mondo, dopo Germania e Cina, di biogas da matrici agricole, con 2 miliardi di metri cubi annui e 1500 impianti di digestione anaerobica in esercizio. Alla luce dell'importanza del settore per il Paese, il Ministero dello Sviluppo economico starebbe studiando un nuovo schema di incentivazione per il biometano, che superi le criticità sollevate dagli addetti ai lavori sul decreto del 2013, fra cui spiccano l'insicurezza sulle condizioni economiche e la complessità degli sbocchi commerciali nei potenziali mercati di destinazione.

L'ipotesi di revisione annunciata a marzo è stata ribadita ieri dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda alla cerimonia di firma del memorandum tra Fca, Iveco e Snam per lo sviluppo del gas naturale come carburante alternativo ed ecocompatibile: “Stiamo lavorando a un decreto per lo sviluppo del biometano, che avrà impatti positivi anche nel settore agricolo”.

“Avere una differenziazione di fornitura di gas è un aspetto importante nell'attuale contesto geopolitico: l'Italia è un grande hub del gas ma anche grande scopritore e sfruttatore di giacimenti”, ha detto Calenda. “Il prossimo anno al G7 sull'energia in Italia presenteremo la nuova strategia energetica nazionale. La sfida essenziale è non rimanere tagliati fuori rispetto all'Europa centrale e settentrionale, avendo sempre accesso privilegiato a varie fonti di gas”, ha concluso Calenda.

Fonte: FASI - Funding Aids Strategy Investments 6 Ottobre 2016

mercoledì 5 ottobre 2016

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, ottobre 05, 2016
A Fukuoka, in Giappone, l'impianto di depurazione delle acque reflue produce 300 kg di idrogeno al giorno che alimentano 65 Toyota Mirai.
Il biogas derivante dalla digestione anareobica dei fanghi e delle acque di scarico cittadini contiene circa il 60% di metano e il 40% di anidride carbonica, che viene separata, addizionata di vapore acqueo per produrre una miscela di idrogeno e anidride carbonica, e ulteriormente separata generando idrogeno.
Se tutto il biogas prodotto dalla digestione anarobica dei fanghi a Fukoka fosse utilizzato per produrre idrogeno, sarebbe possibile alimentare 600 vetture al giorno. L'obiettivo è ancora lontano, ma il percorso è tracciato.