• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica dei residui organici viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere purificato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano di origine fossile

  • L'impianto dimostrativo di Roncocesi

    Il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento del biogas da fanghi di depurazione

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri componenti indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione.

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    Lo skid di upgrading degli impianti dimostrativi di BioMethER su biogas da fanghi e biogas da discarica è basato sulla tecnologia a membrane

  • Dal biogas al biometano: l'upgrading

    Il biometano ottenuto dall’upgrading arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale. La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

martedì 9 aprile 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | martedì, aprile 09, 2019
SEAT ha lanciato l'iniziativa Life Methamorphosis, il cui obiettivo è quello di ottenere biometano dai rifiuti organici.

Ogni abitante di Barcellona genera circa 1,5 chili di rifiuti al giorno. 2,5 milioni di chili di spazzatura ogni giorno, di cui solo il 40% viene riciclato. "Con tutti i rifiuti organici generati, siamo in grado di produrre abbastanza biometano per alimentare 10.000 automobili per percorrere circa 15.000 chilometri all'anno", ha affermato Andrew Shepherd, l'ingegnere SEAT che dirige il progetto Methamorphosis.

Di tutti i rifiuti raccolti presso l'Ecoparc 2 a Barcellona, ​​il biometano viene prodotto utilizzando i rifiuti organici dalla raccolta differenziata, che producono biogas attraverso la digestione anaerobica. Il biogas viene quindi avviato al processo di upgrading che rimuove le componenti indesiderate, e compresso per essere utilizzato nella stazione di servizio.


Se tutto il biogas prodotto all'Ecoparc 2 venisse trasformato in biometano, 3.750 automobili SEAT Leon potrebbero guidare il mondo ogni anno. "Oggi stiamo affrontando questioni molto importanti con questo gas rinnovabile, come il contributo all'economia circolare e la riduzione dei rifiuti e dei gas serra, poiché la produzione e l'uso generano l'80% in meno di emissioni di CO2 rispetto alla benzina", ha concluso Shepherd. Attualmente ci sono tre SEAT Leon e una Arona che lavorano con questo biometano per testarne l'effetto sui motori dopo aver guidato un minimo di 30.000 chilometri l'uno.

lunedì 1 aprile 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | lunedì, aprile 01, 2019
L'accordo si inquadra nell’ambito della promozione dei principi dell’economia circolare
nella produzione energetica ed è volto a promuovere la produzione di biometano avanzato derivante da effluenti zootecnici, sottoprodotti dell’agro-industria e colture di integrazione, e il suo utilizzo nel settore dei trasporti, nonché la creazione congiunta di nuove opportunità per le imprese socie del Consorzio attraverso l’avvio di iniziative imprenditoriali da sviluppare in partnership.

In base all’intesa, la collaborazione tra Eni e il Consorzio Italiano Biogas si concretizzerà con l’istituzione di un tavolo di lavoro e di studio che si riunirà periodicamente per valutare e definire le modalità di interazione più efficienti e convenienti per le parti. L’accordo prevede di approfondire con gli associati iniziative commerciali e industriali attraverso un sistema che, partendo dal biogas prodotto attualmente e già utilizzato per produrre energia elettrica e termica, lo raffini per renderlo utilizzabile come carburante per autotrazione, nella forma di gas compresso oppure di gas naturale liquefatto.

L’accordo, nel prevedere un quantitativo obiettivo di ritiro da parte di Eni di circa 200 milioni di metri cubi di biometano producibile dalle aziende consorziate CIB, rafforza e consolida l’utilizzo del metano generato e prodotto nei processi agricoli e zootecnici, con i vantaggi derivanti dalle minori emissioni in atmosfera e dal rafforzamento della competitività del settore primario.

Fonte: Comunicato Stampa CIB del 29 marzo 2019


giovedì 28 marzo 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | giovedì, marzo 28, 2019
Il 25 marzo a Cork sono saliti i primi passeggeri su un 'autobus verde' in Irlanda. A zero emissioni di carbonio, questo veicolo a biometano è un'alternativa valida per la flotta di autobus pubblici irlandesi.

L'autobus ha fatto parte di prove nazionali a le sue prestazioni, gli impatti sulla qualità dell'aria e le emissioni di CO2, tra gli altri criteri. "Energy Cork ha sostenuto i vantaggi dell'adozione di CNG e biometano per la nostra flotta di autobus pubblici a Cork per un certo numero di anni, quindi siamo lieti di fare un viaggio sul primo autobus irlandese a emissioni zero", ha dichiarato Michelle O'Sullivan, Portavoce di Energy Cork e Senior Executive per gli affari pubblici della Camera di Cork.

Di fronte agli obiettivi UE per ridurre i gas serra, e in seguito al Bilancio 2018, l'Irlanda non potrà più acquistare autobus diesel per i trasporti pubblici a partire dal 1° luglio 2019. Il Dipartimento dei trasporti, turismo e sport sta conducendo prove tecnologiche di ibridi.

Il primo viaggio in autobus di questo tipo in Irlanda parte da Lapps Quay nella città di Cork e viaggia verso il Centro per l'energia marina e rinnovabile (MaREI) di SFI (Science Foundation Ireland) a Ringaskiddy, dove i passeggeri hanno l'opportunità di vedere le attività di ricerca in corso in tema di biocarburanti da alghe.


Autore: BioMethER
Nessun commento | giovedì, marzo 28, 2019
Con l'installazione del modulo PSA è stata completato l'impianto dimostrativo di upgrading per il biogas della discarica Herambiente di Ravenna che sarà operativo a breve per la produzione di biometano per il trasporto pubblico grazie ad un accordo con Start Romagna.

 

martedì 26 marzo 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | martedì, marzo 26, 2019
Nuovo impianto di biometano liquido (bio-LNG) ad Asker, in Norvegia che comprenderà upgrading e liquefazione del biogas da fanghi di depurazione.

Il biometano prodotto verrà utilizzato per il trasporto, creando in tal modo un'alternativa ai combustibili fossili e riducendo le emissioni di CO2. Il nuovo impianto di bio-GNL sarà incorporato all'impianto di digestione anaerobica esistente della società VEAS, oggi il più grande impianto di trattamento delle acque reflue in Norvegia che serve circa 750.000 abitanti equivalenti.
La capacità produttiva totale di bio-GNL sarà di 20 tonnellate al giorno. La fornitura dell'impiantodi Bio-GNL, operata da Wärtsilä, comprende l'upgrading del biogas, la produzione di acqua calda, la liquefazione, lo stoccaggio di Bio-GNL e la stazione di rifornimento per il trasporto pesante.

Si prevede che l'impianto sia operativo nel 2020.
Fonte: NGV Journal



Autore: BioMethER
Nessun commento | martedì, marzo 26, 2019
Gas for Climate, che vede collaborare sette società di trasporto e distribuzione di gas naturale (Enagás, Fluxys, Gasunie, GRTgaz, Open Grid Europe, Snam eTeréga) con l'European Biogas Association e il Consorzio Italiano Biogas, ha pubblicato un nuovo studio che analizza gli scenari di sviluppo delle rinnovabili in Europa in vista dell'obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra del settore energetico entro il 2050.

Secondo lo studio, il biometano e il metano da power to gas possono fornire rispettivamente 1010 TWh e 160 TWh a costi molto ridotti. Nello specifico, per il biometano si stima un calo dei costi di produzione dagli attuali 70-90 eur/MWh a 47/57 eur/MWh nel 2050. Questa riduzione dei costi deriva dalla gassificazione di biomasse su larga scala ubicata in prossimità della rete di distribuzione, e da un'aumentata capacità produttiva più distribuita nei digestori anaerobici.

Al 2050 tutto il biometano prodotto potrà essere a zero emissioni grazie alla compensazione con le emissioni negative del settore agricolo. La produzione complessiva di biometano potrà scalare dagli attuali 2 miliardi di m3 a 95 miliardi di m3 di gas metano equivalente al 2050, di cui 62 miliardi di m3 di gas metano equivalente da digestione anaerobica. La scalabilità della produzione dovrà essere accompagnata da criteri stringenti sulla sostenibilità già definiti dalle direttive europee.

Puoi leggere lo studio completo qui




mercoledì 27 febbraio 2019

Autore: BioMethER
Nessun commento | mercoledì, febbraio 27, 2019
Si trova a Rapolano, in provincia di Siena, la prima stazione di servizio in Italia per il rifornimento di auto e camion con solo biometano, ottenuto dalla frazione organica dei rifiuti urbani (FORSU).

La stazione, a marchio IP, è stata realizzata da Snam4Mobility (società controllata al 100% da Snam), che ne ha dato notizia con una nota stampa. Il distributore (nella foto a destra, dal sito web Snam) si trova all’altezza del raccordo Siena-Bettolle e appartiene alla Piccini Paolo Spa, che distribuisce il carburante fornito da un’azienda di Padova, la SESA Spa (Società Estense Servizi Ambientali).

Questa prima fornitura, pari a circa 2.500 kg di biometano, permette di effettuare più di 150 rifornimenti.  In futuro questa stazione potrà essere alimentata dagli impianti di biometano che si svilupperanno nella zona. Il biometano, che oltre alla FORSU può essere ricavato anche da scarti dell’industria agricola e agroalimentare, spiega Snam nella nota, è l’unica fonte energetica ad avere un saldo di emissioni potenzialmente negativo, poiché il suo processo di produzione consente di recuperare anche la CO2 derivante dallo smaltimento dei rifiuti e di utilizzarla per l’industria alimentare o per altri scopi.

Il nuovo impianto non rimarrà certo un caso isolato, nel proprio piano strategico  2022 infatti Snam prevede circa 100 milioni di euro di investimenti per la realizzazione di infrastrutture per la produzione di biometano.

Lo sviluppo del settore del biometano

Il settore del biometano è in rapido sviluppo. Ad oggi in Italia sono sei gli impianti allacciati alla rete Snam, in Lombardia (a Milano, Montello e Sarmato), Calabria (Rende), Emilia-Romagna (Sant’Agata Bolognese) e Lazio (Anzio), con una trentina di altri produttori prossimi alla connessione.

Secondo le stime del CIB (Consorzio Italiano Biogas), spiega Snam, il nostro Paese ha un potenziale di produzione di 8 miliardi di metri cubi annui di biometano al 2030, un quantitativo superiore al 10% del fabbisogno nazionale di gas. Inoltre, prosegue l’azienda, la mobilità a gas naturale e rinnovabile abbina la sostenibilità ambientale ai vantaggi economici, abbattendo le emissioni di particolato e ossidi di azoto, riducendo significativamente quelle di anidride carbonica e assicurando sensibili risparmi ai consumatori.

L’Italia ha il maggior numero di auto circolanti a metano in Europa (circa 1 milione) e la rete di distribuzione più sviluppata (1.300 distributori), in fase di espansione anche grazie agli investimenti di Snam. Quello di Rapolano è il sesto distributore realizzato da Snam in Italia. All’iniziativa ha preso parte anche SEAT, la casa automobilistica in questo momento più attiva nella mobilità sostenibile a CNG (gas naturale compresso) e biometano, e con la gamma di modelli a metano più ampia del mercato.

Fonte: Quale Energia