• Digestori anaerobici

    Dalla digestione anaerobica di biomasse residuali viene prodotto un gas ricco in metano (biogas) che può essere opportunamente trattato per essere immesso in rete o utilizzato per il trasporto, sostituendo il metano proveniente da fonti energetiche fossili.

  • A Roncocesi il primo impianto dimostrativo per la produzione di biometano per autotrazione dal trattamento di fanghi di acque reflue

    Il biogas prodotto dal trattamento acque verrà trattato da un impianto di upgrading appositamente progettato.

  • La discarica HERA

    La discarica HERA di Ravenna produrrà biometano da immettere in rete. Il primo impianto dimostrativo in Italia per la produzione di biometano per l'immissione in rete sarà realizzato nella discarica di Ravenna.

  • Il processo di upgrading

    L'upgrading consiste nella separazione dell’anidride carbonica e di altri component indesiderati dal biogas da discarica o da fanghi di depurazione attraverso diverse tecnologie. Il biogas così ottenuto arriva ad ottenere un contenuto energetico comparabile a quello del gas naturale (biometano). La tecnologia di upgrading ottimale dipende dalle portate e dalle caratteristiche del biogas in entrata.

Il biometano è un biogas che ha subito un processo di raffinazione per arrivare ad una concentrazione di metano del 95%, che lo rende assimilabile al gas naturale. Il biogas è a sua volta prodotto dalla degradazione biologica della biomassa in assenza di ossigeno nel processo di digestione anaerobica (DA). La quantità e la qualità del biogas prodotto (percentuale di metano contenuta), dipendono sia dalla biomassa di partenza che dalla tecnologia utilizzata. La DA può avvenire in ambiente controllato (digestore anaerobico) con una produzione di biogas con percentuale di metano attorno al 55-65%, o avere luogo nelle discariche, risultando in una percentuale di metano che si attesta intorno al 45%.

Le principali materie prime utilizzabili nel processo di DA sono:
  • Reflui fognari
  • Reflui zootecnici
  • Rifiuti alimentari di origine commerciale o domestica (FORSU)
  • Rifiuti da giardinaggio e gestione del verde
  • Produzioni agricole dedicate.
In Europa, il biometano è prodotto in 11 nazioni europee ed immesso in rete in 9 di queste, ovvero Austria, Francia, Germania, Lussemburgo, Norvegia, Svezia, Svizzera, Olanda e Regno Unito. La maggior parte di questi paesi ha definito uno standard per il biometano sulla base della qualità della rete del gas naturale (Discussion Paper on Biomethane Focus Issues: Sustainability, Technical Standards, Trade and Country Targets, Green Gas Grids IEE Project, 2012).

La materia prima più comune per la produzione di biometano in Europa è il refluo fognario, utilizzato in un trattamento di digestione anaerobica che integra il processo di depurazione. In Gran Bretagna circa il 75% dei reflui fognari è trattato in questo modo, ed il gas che ne deriva è utilizzato per produrre calore ed elettricità. A Lille, in Francia, il sistema fognario cittadino è fonte di materia prima per produrre biogas che è successivamente raffinato per alimentare gli autobus. Il Decreto 5 dicembre 2013 «Modalità di incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale» ha aperto anche in Italia le prospettive di sviluppo per la filiera del biometano.

 In sintesi:
  • Il biometano è prodotto dalla raffinazione del biogas fino a raggiungere un contenuto in metano al 95%
  • Il biogas deriva dalla digestione anaerobica di reflui civili e agricoli, da rifiuti alimentari o da biomasse dedicate
  • In Italia, dal 5 dicembre 2013, il biometano è utilizzabile nei veicoli al pari del gas naturale o metano fossile, e può essere immesso nella rete del gas naturale
  • Il biometano genera emissioni di gas serra inferiori del 75% - 200% rispetto ai combustibili Fossili (Comitato Termotecnico Italiano).